Valutazione

E’ dalla consultazione degli strumenti di cui la scuola si è dotata che si possono ricavare le informazioni necessarie ad illustrare il rapporto con il mondo della valutazione ed i suoi sistemi *. Si tratta di testi curati dalla Commissione Psicopedagogica Nazionale della Federazione cui la scuola aderisce, essi hanno ampia e normale diffusione nelle scuole di ispirazione cristiana e costituiscono un ulteriore veicolo dell’unitarietà, uniformità e visibilità di cui si è parlato in apertura, descrivendo l’istituto nelle sue linee costituenti. Tutto ciò non in sudditanza ad un criterio di omologazione spersonalizzante, ma in rispondenza alle esigenze di promozione dell’identità e dell’appartenenza ad un preciso gruppo.

Per quanto concerne la QUALITA’ DEL SERVIZIO DELL’OFFERTA FORMATIVA, l’aspetto più caratterizzante e –se si vuole- riassuntivo ne è il monitoraggio. Si è pertanto deciso di avviarlo nel corso del triennio 2016-2019.

Il percorso condotto ad oggi dalla FISM a livello nazionale ha portato al possesso di uno strumento specifico, nato sul campo attraverso un progetto di ricerca, parte da lontano cogliendo la sfida culturale della filosofia della certificazione, che dall’ambito prettamente aziendale si è diffusa ad ogni settore della vita lavorativa, compreso quello educativo, il quale ha dovuto coniugare i criteri di efficienza ed efficacia con l’anima pedagogica, di per sé lontana dal concetto di “prodotto finito”.

Tale ricerca si è svolta negli anni 1999-2001, ha visto collaborare il CSSC e la FISM ed ha portato alla realizzazione e validazione di uno strumento ampio e complesso in forma di questionario che può essere interpretato ed applicato a vari livelli.

Pensando al quadro teorico di riferimento si ritrovano le seguenti finalità generali:

diffondere una cultura della qualità nella prospettiva della formazione permanente;

riconoscere la qualità esistente nelle scuole cattoliche, valorizzandola a vantaggio dell’intera comunità;

elaborare ipotesi di rilevamento degli indicatori di qualità;

studiare l’opportunità di formulare modelli di riferimento.

Per quanto invece riguarda i livelli di verifica possibili si è optato per un’autoanalisi semplificata di istituto che prende in considerazione tutti i diversi punti di vista della scuola: direzione, amministrazione,insegnanti, alunni, personale non docente, genitori.

         Il RESPONSABILE DELLA VALUTAZIONE DEL SERVIZIO SCOLASTICO è il Legale Rappresentante, ma il referente operativo per tutte le questioni ad esso relative è la coordinatrice delle attività educative e didattiche,che costituisce una figura omologa alla figura di staff nella scuola a gestione statale. E’ dunque suo compito raccogliere e tabulare i dati di ogni singola sede operativa in modo da farli confluire nell’organigramma di istituto. Presenzia altresì, qualora se ne ravvisasse la necessità, agli incontri di presentazione, somministrazione e restituzione dei dati. Questi ultimi soprattutto rappresentano un momento importante di tutta la sequenza valutativa, perché è in essi che i singoli attori e le varie componenti della valutazione possono confrontarsi per avviare quel processo di miglioramento continuo che il processo stesso si prefigge, ben al di là della raccolta del dato statistico.

         Gli STRUMENTI della valutazione adottati per monitorare le opinioni del personale della scuola e delle famiglie sono le parti dello strumento che si è presentato in precedenza. Per il resto si procede anche sul fronte del colloquio individuale e del rapporto quotidiano, favorito come facilmente comprensibile dalla fascia di età dei piccoli alunni, per quanto riguarda la componente genitoriale, mentre per quanto riguarda il personale docente, non docente e direttivo si utilizzano le riunioni di programmazione e confronto ai vari livelli.

         L’INTERPRETAZIONE E L’UTILIZZAZIONE DEI DATI RACCOLTI

Come si è cercato di illustrare delineando la filosofia e la sostanza dello strumento applicato, i dati verranno interpretati secondo i livelli proposti denominati “adeguato” e “strategico” ed utilizzati in senso immediato e pratico per intervenire laddove si riscontrino carenze oggettive e fattive, ma verranno anche anche inseriti sul fronte della formazione continua come sprone al miglioramento del servizio offerto e come “palestra” nei rapporti interpersonali in termini di collaborazione, comunicazione efficace, crescita complessiva della comunità educativa.

IL PORTFOLIO DEL BAMBINO ha seguito di pari passo l’applicazione cronologica della L. 53/03 ed ora la scuola continua a proporre un documento di valutazione in forma flessibile di schedario/cartelletta ed allegati di vario tipo, che sottolinea, se non l’aspetto esterno, la logica della valutazione in progress del documento L 53/03, la quale ben si sposa con la logica della certificazione delle competenze cui ci porta la linea vigente del DPR 89/09 (Indicazioni azionali).

La valutazione educativo-didattica nella scuola dell’infanzia, in conclusione, considerata la enorme pluralità delle competenze e dei ritmi di sviluppo dei bambini, non può essere circoscritta solo al bambino, ma deve prendere in considerazione il contesto scolastico in ogni suo aspetto, l’attività degli insegnanti, le interazioni, le modalità operative, gli strumenti ed i materiali utilizzati.

* Si veda.

  • Portfolio delle competenze individuali dell’alunno